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Comune di Ascoli Piceno - Testata per la stampa

Apertura strordinaria punto d' accoglienza e mostra dei bozzetti dei palii

Il bozzetto di un palio realizzato da Giulio Gabrielli

Sabato 26 giugno 2010 - Ore 11.00
Sede dell' Ente Quintana - Piazza Arringo 
 
APERTURA STRORDINARIA PUNTO D'ACCOGLIENZA E MOSTRA DEI BOZZETTI DEI PALII REALIZZATI DA GIULIO GABRIELLI

Tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00

Le celebrazioni per il primo centenario della nascita di Giulio Gabrielli, spentosi nel 1910, si annunciano con questa selezione di disegni destinati alla esecuzione dei pali per la Quintana che l'artista ascolano venne frequentemente chiamato a dipingere negli anni a cavallo fra Otto e Novecento.
Si tratta di una produzione pittorica d'occasione che certo non è sufficiente ad illustrare tutta la grande mole di opere realizzate dal Gabrielli e la sua eclettica personalità di intellettuale, ma che tuttavia testimonia la sua partecipazione ad un evento molto sentito fra la popolazione del capoluogo piceno. Del resto il Gabrielli eseguì anche dei vivaci bozzetti che illustrano episodi occorsi in occasione delle feste patronali in onore di sant'Emidio, facendosi così portavoce di una realtà che andava rapidamente trasformandosi e che egli volle documentare per mantenere vivo il ricordo di tradizioni ben radicate in città.
La Quintana moderna si collega a questo patrimonio culturale che la rievocazione storica contribuisce a mantenere vivo non soltanto a favore dei cittadini coinvolti nella competizione ma anche per i molti turisti che vengono ad Ascoli per ammirarne i monumenti e le molte opere d'arte, ma anche per respirare l'aria del passato che la Quintana con la sua spettacolarità ancora tiene in vita.

Il Sindaco di Ascoli Piceno
avv. Guido Castelli

 

Presentazione

Il Centro Studi sui Giochi Storici rappresenta ormai un'istituzione di riferimento per tutte le manifestazioni rievocative che vengono organizzate in molte città delle Marche e dell'Italia.
Una lunga serie di convegni con la pubblicazione dei relativi atti e le mostre organizzate con cadenza biennale hanno accreditato il Centro Studi e hanno visto la partecipazione di qualificati studiosi italiani e stranieri che con la loro presenza ai nostri incontri contribuiscono ad accrescere il livello scientifico delle nostre iniziative. Per l'estate abbiamo creduto opportuno dare corso ad una ricerca effettuata da Maria Gabriella Mazzocchi e pubblicata negli a atti dell'ultimo convegno di studio, esponendo presso la sede dell'ente Quintana, ubicata nello storico palazzo dell'Marengo , una serie di dipinti a tempera su carte eseguiti dal pittore ascolano Giulio Gabrielli (1832-1910) che venne incaricato di realizzare vari palii assegnati ai vincitori delle corse equestri che nell'Ottocento si tenevano in occasione delle feste patronali.
Alla Sua vivace vena pittorica si devono anche delle piacevoli scenette di vita quotidiana colte dall'artista durante lo svolgersi delle feste emidiane, quando affluivano nel capoluogo molti giovani del contado che animavano le vie e le piazze del centro storico, popolate in occasione delle ricorrenze emidiane da bancarelle e venditrici di basilico, l'erba aromatica cara al Santo di Treviri. Gabrielli documenta anche lo svolgersi della festa, illustrando il lancio dei globi areostatici, i fuochi d'artificio, il motteggiare degli stornellatori e le consuetudini religiose, offrendoci così la possibilità di conoscere quanto accadeva ad Ascoli Piceno nei giorni dedicati a celebrare i lPatrono secondo riti e tradizioni già testimoniate negli statuti comunali del XV secolo. Avvalendosi di una tecnica pittorica che risente della conoscenza dei Macchiaioli nutrite dalle istanze del verismo ottocentesco, Giulio Gabrielli ha fissato con vivace prontezza gli episodi che si svolgevano dinnanzi ai suoi occhi, restituendoci l'immagine di una città in festa e di una popolazione che per un giorno sembra allontanare le preoccupazioni della vita quotidiana per abbandonarsi alla gioia ed al divertimento. Si deve a Giulio Gabrielli la scrupolosa documentazione di una grande quantità di reperti di scavo, di testimonianze architettoniche ed epigrafiche dell'Ascolano, ma anche una puntuale cronaca figurata degli eventi di maggior importanza verficatisi ad Ascoli Piceno negli anni a cavallo far Otto e Novecento, quando il centro storico venne invetito da radicali interventi di trasformazioni che modificarono il volto dell'antica città medievale, cancellando nel nome della modernità palazzi e chiese il cui ricordo è oggi affidato alle belle rappresentazioni realizzate dal Gabrielli.I suoi taccuini, conservati presso la Biblioteca Comunale e la Civica Pinacoteca, densi di immagini e di rapidi appunti, costituiscono una miniera di informazioni che ancora attende di essere esplorata integralmente:quando, con l'ausilio delle moderne tecnologie informatiche, ciò sarà finalmente realizzato, gli studiosi potranno disporre di inedite notizie relative agli aspetti più vari della città di Ascoli Piceno. Questa piccola esposizione vuole anche essere un atto di riconoscenza nei confronti dello studioso che tanto si è prodigato per la conservazione la valorizzazione del patrimonio storico- artistico cittadino in vita delle celebrazioni per il primo centenario della sua nascita.

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