

24 luglio 2012 - Teatro Romano
Associazione Teatrale Pistoiese/Artè Stabile di Innovazione/Teatro dei due Mari
traduzione e adattamento
Michele Di Martino e Maurizio Panici
con
Pamela Villoresi e con Massimiliano Franciosa, Renato Campese, Maurizio Panici Silvia Budri Da Maren, Andrea Bacci, Evelina Meghnagi regia Maurizio Panici
progetto scenico Michele Ciacciofera
elaborato da Giorgio Gori
costumi Michele Ciacciofera
luci Emiliano Pona
musiche Luciano Vavolo
canti Evelina Meghnagi
Raccontare ancora una volta Medea è narrare da un lato quanto le passioni possano essere devastanti se non controllate, ma dall'altro come gli uomini attraverso sofisticati ragionamenti giustifichino scelte di comodo per il raggiungimento di una posizione sociale più alta all'interno di una comunità. Medea è anche una storia tremenda che le cronache recenti continuano a raccontarci suscitando orrore per un atto così orribile: ancora una volta la lezione dei classici ci fa riflettere sul nostro essere uomini di questo tempo, con l'immutata fragilità di sempre, e ci invita a partecipare al percorso doloroso della protagonista, percorrendo con lei tutta la gamma delle passioni e l'orrore per un gesto così tremendo e definitivo.
La scena di Michele Ciacciofera evoca questo mondo di passaggio, questa transizione, delineando un cratere che è anche una landa desolata, un vuoto che viene abitato da Medea e che solo Giasone riuscirà a penetrare. Gli altri personaggi si muovono intorno a questo centro, ne raccolgono gli umori, ci raccontano le paure di Creonte e i sentimenti della polis verso la straniera, l'esule, colei che con la sua richiesta di pari dignità all'interno della struttura sociale di Corinto ne rovescia la visione destabilizzando i rapporti consolidati. Le musiche di Luciano Vavolo raccolgono suggestioni antiche ricollocandole con sensibilità contemporanea all'interno di un allestimento che privilegia fortemente il compito degli attori destinati a restituirci un distillato di parole ed emozioni che avvolgono lo spettatore in una partitura musicale serrata.
Maurizio Panici