

22 luglio 2012 - 30 settembre 2012 - Palazzo dei Capitani del Popolo
L'iniziativa è inserita nell'ambito del progetto "Le Giornate Europee del Patrimonio 2012" a cura del Mibac, 29-30 settembre 2012
Da tempo alcuni fra i più avvertiti esegeti della complessa trama di relazioni che sottende l'opera pittorica di Osvaldo Licini, hanno sottolineato il fascino esercitato da Amedeo Modigliani sul giovane artista marchigiano; del resto fu Licini stesso a raccontare nel 1934 la sua amicizia con il pittore livornese, a narrare l'intensità del loro rapporto, a spiegare quali aspetti della pittura di Modì lo avessero colpito. L'incontro di Modigliani e Licini, nel 1917, a Parigi determina un dialogo inevitabile e serrato: Modigliani disegna il volto dell'amico e Licini racconta la meraviglia provata quando Zborowsky gli mostra le opere del livornese: "Fui preso e vinto quasi subito dal fascino potente e misterioso di quelle mezze figure di donne estatiche, incatenate a sogni, emergenti da fondi semplici ma profondi, con un colore ricco, incandescente, impreveduto. Le linee organiche di certe figure affioravano dagli impasti colorati, e riaffondavano nella carne producendo una impressione di rilievo potentissima, ottenuto con il minimo sforzo e senza adoprare le ombre, col semplice gioco della emersione delle linee che dava da sola il senso di tutte e quattro le dimensioni".
Partito come volontario per la Grande Guerra alla fine del 1916, Licini era rimasto gravemente ferito sulla Podgora ad una gamba e fu ricoverato all'Ospedale Militare di Firenze: l'anno successivo partiva per Parigi, per recarsi in convalescenza presso la madre. Il 18 maggio assisteva al Teatro Chatelet alla prima di "Parade" di Jean Cocteau, con musiche di Satie e scenografie di Picasso: in autunno alla Rotonda conosceva Modigliani e il suo mercante Leopold Zborowskhy. L'artista livornese disegnava in quella occasione un ritratto di Licini con la dedica: "Caro Licini, la nostalgia dell'Italia, mio primo amore, mi avvicina sempre più a te". Nella primavera del 1918, rientrato a Firenze, vedeva bruciare nello studio di via Landino il ritratto di Modigliani: "Quel disegno che fece di me una sera, io l'ho perduto, insieme ad altre cose mie che furono distrutte da una donna che mi ha amato e odiato".
Eppure nonostante il fascino esercitato su di lui dalla visione delle tele di Modigliani, Licini lascia trascorrere qualche anno prima di cimentarsi in alcuni ritratti e nudi femminili che mostrano una certa affinità con quanto ammirato nello studio parigini del livornese.
Il momento di maggiore tangenza fra i due artisti è testimoniato dal nudo del 1925 ora conservato presso la Galleria d'Arte Contemporanea di Ascoli Piceno: il marchigiano mostra di guardare a Modì non soltanto per la scelta del tema, ma anche per l'utilizzo di una gamma di colori giocata sulle tonalità delle terre. Infine la postura riversa del nudo adagiato nel letto sfatto si collega a varie tele di Modigliani, soltanto che il corpo dipinto da Licini è orientato in posizione inversa rispetto a quella solitamente adottata dal livornese. La testa della giovane donna dai capelli corti, biondi e ricci è collocata nell'angolo inferiore destro e il corpo si dispone secondo una direttrice trasversale che percorre tutta la tela, evidenziando la flessuosa mollezza del busto e lasciando le gambe ripiegate perdersi in un tono di grigio polveroso che fa da sfondo al nudo.
La mostra, attraverso sessanta opere dei due artisti, documenti originali e foto d'epoca intende proporre uno spaccato del contesto artistico novecentesco del quale Modigliani e Licini furono due protagonisti indiscussi, due geni solitari e introversi, capaci di tradurre nelle loro tele l'inquietudine dell'uomo all'alba del XX secolo.
promossa da: Associazione Culturale "Cretto" in collaborazione con: MIBAC, Regione Marche, Amministazione Comunale di Ascoli Piceno, Amministrazione Comunale di Folignano, Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, Rosini Gutman Collection, Riccione, Archivi Legali Modigliani Parigi- Roma, Musei Civici di Ascoli Piceno.
Catalogo a cura di Gianfranco Rosini e Stefano Papetti
con testi di: Laura Berardini, Christian Parisot, Stefano Papetti, Tobia Ravà
Orari
Tutti i giorni dalle 10 alle 24
Biglietti
Intero euro 8 , ridotto 5 euro
Visite guidate su prenotazione
Info. 3400977707